Ita   Eng

Imagines

Calendario 2012


  Imagines

Guardare, immaginare e sognare sono da sempre capacità distintive dell'uomo, l'unico essere creatore d'immagini, attraverso le quali, da sempre, prova a trasmettere conoscenza ed emozioni.
Non appena si azzardi a esaminare forme poco più che elementari, chi lavora con le immagini rimane ogni volta stupito dalla sostanziale insufficienza di teorie scientifiche e supposizioni che riguardano la percezione visiva.
In realtà, la grande complessità dei fattori coinvolti rende difficilmente controllabile l'esattezza del messaggio rispetto all'intenzione. Dall'esigenza di trasmettere significati incontrovertibili è scaturita la scintilla che ha prodotto "l'invenzione" della scrittura, strumento indispensabile per l'evoluzione umana.
Forse tutte le scritture sono il risultato di una progressiva semplificazione grafica delle immagini percepite dalla realtà, e la loro codificazione le mette in rapporto con il pensiero e con la lingua parlata.
Ma tutte, in misura differente a seconda delle culture, mantengono dentro di sé i valori visivi originari.
Si può leggere un testo quasi senza vederlo, come risultato del continuo addestramento a cui siamo sottoposti fin dall'infanzia. Inoltre il pregiudizio che considera la scrittura esclusivamente in rapporto alla lingua parlata è molto forte. Ma l'efficacia di un testo risiede anche nella forte valenza visiva che si può venire a creare utilizzando una composizione equilibrata o dinamica, e nella forma e nei colori delle lettere scelti per comporlo. Di sicuro la scrittura è frutto di un insieme di saperi "scientifici" e "artistici", "razionali" e "irrazionali", e il suo futuro sembra orientarsi verso un suggestivo incontro tra la matericità dei modelli antichi e la liquidità digitale contemporanea, che recupera talvolta il valore iconico originario. Tutto questo sembra creare un effetto ciclico, nel quale l'immagine diventa pensiero, poi parola e infine testo; ma una volta scritta, vista e, soprattutto, letta, essa riacquista progressivamente il suo valore visivo. È questo, forse, uno dei processi mentali più dinamici che ci permette di guardare, immaginare e "sognare" qualcosa di nuovo. E se, come dice Shakespeare, «siamo fatti della stessa materia dei sogni», sono forse i nostri sogni che ci aiutano a vedere.

La radice etimologica dei termini "immagine" e "immaginazione" è la stessa, poiché entrambi derivano da Mimaginem, dal greco Mimos ovvero Imitare. Nel termine latino Imagines, convivono infatti sia la capacità rappresentativa che quella immaginativa, indissolubilmente legate sin dalla propria nascita. Partendo da questa suggestione abbiamo selezionato sei citazioni di scrittori, registi e designer provando a interpretarle visivamente, facendoci guidare soltanto dalle emozioni.
 
 





























 

Torna alla lista        Stampa



COPYRIGHT ©  Vertigo Visual Design  - P.IVA IT05947971007 - Tutti i diritti riservati Creazione siti internet MaxiSito